giovedì 17 marzo 2016

Il calmiere sul prezzo del pane



Le discussioni più accese del periodo estivo furono quelle relative al prezzo del pane. Questo problema, che colpiva tutti gli strati della popolazione, era particolarmente sentito da ogni parte politica, che chiedeva l’intervento del governo centrale per un calmiere sui prezzi dei generi di prima necessità. Nonostante i calmieri già esistenti dal 1914, infatti, il prezzo di grano e pane era costantemente cresciuto, soprattutto dopo l’ingresso in guerra dell’Italia. Come abbiamo già scritto, il problema della carenza degli uomini per la mietitura aveva creato disagi e costi aggiuntivi, ma il problema più grave era quello creato dalle speculazioni che alcuni coltivatori e mugnai facevano, razionando il grano per avere maggiori guadagni. La giunta comunale più volte si appellò al parlamento perché volesse porre calmieri sui prezzi e perché chiarisse i prezzi e le quantità del grano importato dall’estero proprio per evitare il rischio di speculazioni. Il problema fu parzialmente risolto con l’emanazione di nuove leggi sul calmiere e grazie all’intervento del Consorzio Granario Provinciale che si fece distributore ufficiale di grani e farine per la provincia.
Concerie e calzaturifici per l’esercito
Un Regio decreto ordinò che le concerie e i calzaturifici aumentassero la produzione di calzature, in particolare di scarponi, per le forniture militari. Si chiedeva di produrre tutto il possibile per andare incontro alle pressanti esigenze del Regio esercito, che non riusciva a sopperire nemmeno grazie alle forniture portate dagli stessi richiamati.

Il primo morto all’ospedale di Biella
Col passare delle settimane l’ospedale militare di Biella iniziò a svuotarsi per le avvenute guarigioni dei soldati, che furono, quindi, reinviati al fronte. Ma il ricambio era continuo e nonostante molti tornassero a combattere altrettanti ne prendevano il posto, sempre accolti da grandi segni di affetto da tutta la popolazione. Segnaliamo il nome del primo deceduto dopo il ricovero nell’ospedale cittadino: Camillo Marzarino, alpino di 50 anni, originario di Asti. Giunto dal fronte con gravi ferite al braccio, si spense nell’ospedale e tutte le autorità cittadine parteciparono ai funerali e al cordoglio del primo caduto per la guerra in terra biellese. Nei giorni successivi il vescovo di Biella e l’Arcivescovo di Vercelli fecero visita ai malati ricoverati portando parole di conforto.
La guerra al cinema
Il Cinema Edison di Biella ospitò “la grandiosa pellicola” documentario dal titolo La guerra Europea, con immagini prese “dal vero, quindi interessantissima”.  I 73 quadri che compongono la pellicola erano filmati in tutti i teatri bellici europei, dalla Germania alla Russia, dal Belgio alla Serbia, dall’Austria all’Italia. Uno dei punti più rimarchevoli del documentario erano gli effetti dei colpi di mortaio da 420 nelle città di Liegi ed Anversa. Queste immagini erano rese ancor più vivide dall’esposizione di uno di questi proiettili da 420 mm nella vetrina di un negozio di via Umberto (oggi via Italia) per volere della Direzione del Cinema Edison stesso.

Da il Biellese del 24 novembre 2015

1 commento:

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