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giovedì 3 marzo 2016

Nuovi richiamati al fronte



A causa dell’alto numero di caduti al fronte, nonostante le affermazioni dei mesi precedenti fatte dai governanti, si rese necessaria una nuova chiamata alle armi. Furono richiamati ragazzi  di tutti i distretti del Regno, sia di prima che di seconda categoria, così suddivisi: classe 1888 granatieri; classe 1887 fanteria di linea, alpini e granatieri; classe 1886 telegrafisti del Genio, fanteria di linea e alpini; classe 1885 bersaglieri, zappatori del Genio, pontieri del Genio (eccettuati i lagunari), artiglieria da campo e da fortezza; classe 1884 artiglieria da campagna e artiglieria pesante campale. Furono richiamati anche gli abili delle classi 1876 e 1877 per la fanteria, che aveva subito le perdite maggiori, granatieri e bersaglieri.
Da queste disposizioni erano dispensati coloro che lavoravano presso l’amministrazione ferroviaria del Regno, presso l’Amministrazione telegrafica e postale dello Stato e presso gli stabilimenti militari, dato che svolgono già attività che indirettamente sono coinvolte con la guerra e che servono a garantire il corretto e fluido svolgimento delle comuni e quotidiane attività produttive e di collegamento del Paese, per quanto possibile.
Tutti gli inabili al servizio sul campo di battaglia venivano ugualmente arruolati, benché naturalmente non assegnati a compiti al fronte. Essi furono impiegati in lavori sedentari secondo le proprie attitudini e furono raggiunti da coloro che erano considerati temporaneamente inabili al servizio sedentario e avessero trascorso il periodo di convalescenza necessario almeno per ottenere l’idoneità a tali servizi lontani dal fronte. Non fu più considerato possibile, infatti, pronunciare dispense alla chiamata in sede di rassegna delle reclute, visto il grave momento di crisi.
Le famiglie di tutti questi richiamati avrebbero potuto usufruire degli aiuti economici, stabiliti dalle singole commissioni comunali, di sostegno alle famiglie dei richiamati.
Sempre in questo periodo si procedette alla revisione dei riformati delle classi 1892, 1893 e 1894. Scopo di questa revisione era l’inclusione dei giovani nella seconda o terza categoria per il reclutamento.
Chiunque non si fosse presentato agli uffici territoriali di reclutamento o di revisione sarebbe stato considerato renitente e, se identificato, condannato all’invio immediato al fronte.

Prezzi del grano d’importazione
Il Consorzio Granario Provinciale comunicava ai sindaci il prezzo e le modalità di acquisto di grano e farine: il grano estero poteva variare da 40 a 43 lire al quintale, mentre la farina di frumento era venduta a 32,50 lire al quintale. Il pagamento di queste derrate doveva essere anticipato e a questo si aggiungevano 0,05 lire per ogni quintale “a titolo di nolo tele per un mese”; in caso di mancata restituzione dei sacchi di tela entro il mese successivo l’acquisto sarebbero state addebitate 1,50 lire per ogni sacco.
La Banca di Novara si fece promotrice di aiuti per i comuni che intendessero acquistare il grano dal Consorzio, che aveva un prezzo vantaggioso, ma aveva lo svantaggio delle grandi quantità, a scapito dell’acquisto da venditori privati.

Da il Biellese del 10 novembre 2015

venerdì 15 gennaio 2016

Le famiglie di caduti e feriti in difficoltà



Il Comitato Circondariale di Assistenza Civile si riunì in assemblea per discutere lo stato degli aiuti dati ai comuni e alle famiglie biellesi. Il presidente del comitato, Francesco Personali, informò i membri dei comitati locali presenti dello stato degli aiuti forniti: le famiglie bisognose della città di Biella ammontavano a circa il 10%, mentre in alcuni comuni del circondario vi erano iscritte tutte le famiglie. Questa disparità andava a detrimento di chi aveva davvero necessità di sussidi e la discussione si accese quando si iniziò a ragionare in vista dell’inverno, periodo più dispendioso per il riscaldamento e il reperimento del cibo, e a considerare le spese maggiori che dovevano sostenere le famiglie che accoglievano i propri feriti in casa.
Si proponeva di diminuire le quote dei sussidi (30 lire mensili per i più bisognosi) per aumentarli durante l’inverno, per non esaurire i fondi raccolti fino a quel momento.
Per ridimensionare le liste di aiuti in alcuni comuni che hanno “esagerato…in bontà” si auspicava l’intervento di membri del comitato centrale per la revisione degli elenchi, proprio per poter iniziare a disporre i sussidi straordinari per le famiglie dei feriti e dei caduti.
Il Comm. Bellia, affermando che “quando i fondi saranno finiti, chi non ha offerto dovrà offrire e chi ha offerto dovrà ancora offrire” mise a disposizione la propria automobile, seguendo l’esempio di altri benestanti che avevano offerto la propria automobile per il trasporto dei feriti dalla stazione al seminario-ospedale.
L’assemblea si concluse con l’approvazione unanime delle risoluzioni del comitato (revisione delle liste e aumento dei sussidi in caso di bisogno) e con la raccomandazione del presidente Personali alla “concordia degli animi, in questo momento storico indispensabile,  anche per dimostrare che, all’infuori e al di sopra dei partiti, si è tutti fratelli e che sappiamo volerci bene.


Convalescenza allo stabilimento idroterapico di Andorno
Negli stessi giorni la Società A. Sella e C., che dirigeva lo Stabilimento Idroterapico di Andorno, rendeva nota l’intenzione di destinare 20 camere con vitto, alloggio e cure fisiche per 20 ufficiali feriti in guerra. Gli ufficiali qui accolti avrebbero potuto rimanervi per tutta la durata della stagione balneare. L’iniziativa raccolse il plauso di tutti.
Questa offerta si univa a quelle di molti privati che offrivano case e abitazioni per l’accoglienza dei feriti e dei profughi. Un esempio è il sig. Giuseppe Becchia che mise a disposizione della Croce Rossa la propria villa, con ampio giardino, di Valle S. Nicolao per la convalescenza.

da il Biellese del 15 settembre 2015